Santuario di Romituzzo

La chiesa è divenuta santuario nel XV secolo. Si è arricchita nel 1500 di un campanile e un porticato. Al suo interno è possibile ammirare l’immagine della Madonna delle Nevi dipinta da artista ignoto.

Attorno al 1550 ebbe inizio il periodo di massimo splendore dell’oratorio grazie alla crescita delle concessioni di grazia e all’aumento dei pellegrinaggi. Nel 1944 subì gravi danni dovuti ai bombardamenti della guerra, ma fu prontamente riparata nel 1948 grazie alla partecipazione volontaria della città e di Don Fusco il quale ne divenne poi il primo parroco nel 1967.

L’interno della chiesa è dominato dalla presenza delle offerte votive, oltre cinquemila pezzi in carta appesi alle pareti. Il riconoscimento del valore artistico di questi ultimi non può essere separato dalla comprensione della loro contestualità.

Il Santuario di Romituzzo è inoltre unico in Italia per la presenza degli “ex-voto”

Gli ex-voto erano una pratica devozionale e sono di due diverse tipologie: le tavolette dipinte e gli oggetti in cartapesta. Gli ex-voto sono collocati in file sovrapposte lungo le pareti della chiesa senza un ordine logico. Le tavolette votive sono anch’esse  disposte in sequenze disordinate lungo la parete della sacrestia. Gli ex-voto oggettuali sono mani, gambe e figure intere che rappresentano: infermità, richiesta d’aiuto o ricompensa. Ben diverso è il caso delle tavolette, nelle quali la narrazione dell’evento si sviluppa in modo realistico.

Via Burresi, 17 Poggibonsi (SI)